A un caro amico
"Sognatore che non c'è più
"
La storia nel nostro tempo cambia in fretta
(e molte volte non si ha neanche il tempo per
poterla capire).
Io faccio un lavoro manuale, o meglio artigianale,
come amo definirlo, che mi permette di pensare
e osservare le materie prime che lavoro e le
persone che mi circondano.
Gli anni passano ed è tempo di bilanci
riguardo i sacrifici che questo lavoro comporta.
Molto spesso, sacrifici non ricompesati a livello
economico (anche se continuerò a essere
un sognatore).
Questa premessa non è casuale, ma si
pone nel 2009, anno in cui si è verificato
un ritorno generalizzato al biologico, all'etica
e alla salvaguardia del territorio (direi: "era
l'ora!").
La domanda che mi pongo oggi è: "Ma
queste persone che sono diventate oggi improvvisamente
sensibili alla tutela del patrimonio eno gastronomico
del nostro Paese dov'erano nascoste per tutto
il tempo trascorso? Non posso fare a meno di
notare ristoranti che aprono le proprie cucine
e i battenti alle 10 del mattino eppure non
li ho mai visti ai mercatini, o nell'entroterra
per rifornirsi da uomini e donne che ti regalano
la loro sapienza contadina. Loro sì che
sono stati sempre presenti, in prima linea,
col lavoro di ogni giorno per preservare la
nostra terra e le sue primizie.
Vorrei poter domandare a coloro che sono oggi
i nuovi scopritori della loro stessa Terra se
si sono mai dotati di scarponi e racchette per
percorrere i sentieri dei nostri monti; se hanno
mai seguito l'attività pastorizia che
i nostri colli nascondono. Se hanno mai visto
in volto quelle persone che raccolgono quel
poco pregevole latte o che producono i nostri
formaggi.
Vorrei ancora domandare loro se si sono mai
avvicinati a un contadino nostrano e abbiano
sentito descrivere il rito della raccolta delle
olive. Se abbiano sentito con i loro orecchi,
la voce dei protagonisti, la voce di una vita
vissuta in silenzio (ma sempre sognando).
Sanno di uomini che si alzano la notte ed escono
in mare?... Hanno visto le loro mani callose,
sanno del loro cuore di velluto? Sanno o conoscevano
quelli morti in mare? Erano amici di quelle
vite nate nello stesso rione. Sanno che alcuni
hanno lasciato moglie e figli per il loro lavoro,
per la loro missione (anche loro sognatori).
E' la vita che ti conduce a porti certe domande.
La mia risposta è sempre la stessa anche
quando (spesso) sbagliando ho deciso di rimanere
ad essa coerente perchè è mia,
fa parte di me.
Ho un solo desiderio: chi inizia a percorrere
questo cammino sia un vero sognatore e non un
contabile, perchè la vita mi ha insegnato
che c'è più felicità nel
dare che nel ricevere.
Ciao |

Foto: il titolare Massimo Carlini |